mio fratello é figlio unico

Si vive in un'epoca in cui solo gli ottusi sono presi sul serio e io vivo nel terrore di non essere frainteso (OSCAR WILDE)

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mercoledì, 18 marzo 2009

Grilli andriesi: un volantino contro Ventola fa scattare la bagarre

da Andrialive.it

"L’articolo 21 della Costituzione Italiana testualmente recita: “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.”

Siamo qui a chiederci se ancora sia rispettata questa libertà di espressione. I Grilli Andriesi, domenica 15 Marzo avevano deciso di distribuire un volantino ad Andria in occasione della presentazione del candidato della Pdl alla Presidenza della Provincia Bat, Ventola. Tale distribuzione non mirava in alcun modo ad ostacolare l’altrui manifestazione. Il volantino richiamava la condanna ricevuta in primo grado dal candidato per Abuso d’Ufficio.

Sapevamo che tale volantino non sarebbe stato accolto con rose e fiori. Infatti non siamo novelli, avendo già distribuito più volte volantini durante campagne elettorali sia all’ Udc che al Pd. E per tale motivo, prima di venire al fattaccio, permetteteci di ringraziare i due suddetti partiti che mai si sono permessi di mettere le mani addosso a un qualsiasi nostro membro, pur presentando a volte volantini davvero molto “pesanti”. Inoltre in merito all’episodio in causa due ringraziamenti vanno fatti al Dott. Ceci, al consigliere De Feo e ad alcuni giovani che cercavano di tranquillizzare, inutilmente, la situazione.

Tutto è cominciato quando, arrivati sul marciapiede antistante il luogo dove si svolgeva la presentazione, abbiamo cominciato a distribuire i volantini. Se n’erano distribuiti circa una decina, quando d’improvviso, e con la completa chiusura a qualsiasi possibilità di dialogo, ci si è avvicinato il consigliere regionale e comunale Nino Marmo che, con fare decisamente aggressivo e con un tono di voce molto alto, ci “invitava” senza mezzi termini a sparire.

Al nostro rifiuto sono cominciate le minacce verbali di alcuni presenti seguite in successione da spintoni e tentativi di strapparci dalle mani i volantini. Sommersi dagli “inviti”, ci siamo allontanati spostandoci sullo spartitraffico, non sostando quindi più innanzi all’ingresso. Ma nonostante ciò, e nonostante le nostre parole promettessero di non volantinare più, per non esacerbare ulteriormente il clima, gli spintoni sono continuati, e solo l’arrivo del consigliere del Pdl De Feo che caricava in macchina il più accerchiato dei nostri, permetteva di calmare la situazione.

Di certo abbiamo preso atto che la “Libertà” per il Centrodestra, o almeno per numerosi dei suoi esponenti, è un qualcosa di molto volubile; perché è vero che coloro che ci hanno aggrediti erano una nettissima minoranza, ma coloro che ci hanno difesi erano ancora meno, mentre tutti gli altri sono restati li a guardare la scena.

Una nota di demerito particolare al consigliere Marmo che ha dimostrato di essere un opportunista della peggior specie. Diverse volte in consiglio comunale ci ha dimostrato il suo compiacimento per volantini che spesso riguardavano l’attuale maggioranza comunale di Centrosinistra, arrivando addirittura a leggere un nostro volantino in consiglio comunale, ringraziandoci per lo stesso. Per tale motivo ci chiediamo il perché di quel suo comportamento…

Infine una battuta. Ventola spesso ripete nei suoi interventi pubblici di essere un presidente che vuol essere toccato dalla gente, ripete spesso il “Toccate il Presidente”. Ebbene questa volta a essere toccati siamo stati noi, pur non volendo, e non ci è molto piaciuto. Quindi visto che coloro che ci hanno toccato sono suoi sostenitori, le vogliamo raccomandare attenzione; ci dispiacerebbe se in futuro rivolgeranno le loro attenzioni verso di lei, e “vorranno toccarla”.

Giuseppe D'Ambrosio

Presidente - Grilli Andriesi
giovedì, 19 febbraio 2009

Il caso Mills per capire lo stato della nostra informazione

C’è un modo molto semplice per verificare lo stato dell’informazione, e dunque della democrazia, nel nostro paese: ascoltare con attenzione i telegiornali e leggere i giornali di oggi e di domani. Vedere quanto tempo e quanto spazio viene dato alla sentenza del processo Mills. E anche «come» la notizie viene riferita.

Si scoprirà che nei telegiornali – sia pubblici, sia privati – verrà presentata non come un «fatto» ma come un’«opinione». L’opinione di un collegio giudicante. E che la sommaria descrizione del merito della vicenda sarà seguita dai commenti politici. L’ultimo dei quali – a chiusura di questo giro di opinioni attorno all’opinione-sentenza – sarà affidato a un esponente del Pdl o a uno degli avvocati di Berlusconi (ma spesso le due qualità sono riassunte in un singolo soggetto).

L’intervistato non entrerà nel merito del caso giudiziario ma dirà che si è trattato di «giustizia a orologeria». Il concetto sarà ripetuto in modo martellante dai telegiornali e, con un po’ di fortuna, sarà possibile – in una conversazione al bar, su un autobus – sentire qualcuno che, senza sapere nulla della vicenda, lo ripeterà in modo testuale: «Giustizia a orologeria».

Più complesso il discorso sui quotidiani. Parliamo, naturalmente, dei normali quotidiani di informazione e non di quelli che, per vie politiche o familiari, sono direttamente controllati dal premier. Là si potrà leggere una sintesi abbastanza completa del fatto che, in qualche raro caso, sarà anche accompagnata da un commento. Non di più e, difficilmente, per più di un numero.

E se qualcuno oserà insistere sul tema, sarà liquidato come «giustizialista». Nel caso in cui l’inopportuna insistenza fosse espressa in una trasmissione televisiva, saranno inquadrati gli ospiti politicamente vicini al premier che, in quello stesso istante, cominceranno a sorridere con gli occhi rivolti verso l’alto e a scuotere la testa.

E’ possibile fare la verifica sullo stato dell’informazione del paese anche seguendo un’altra via. E cioè osservando con attenzione in che modo televisioni e giornali danno la notizia di altre sentenze. Sarà facile scoprire che un imputato per omicidio condannato in primo grado (e dunque ancora presunto innocente) sarà indicato come l’«assassino». E che un extracomunitario, subito dopo l’arresto e dunque in assenza non solo di processo ma anche di rinvio a giudizio, sarà qualificato «stupratore». Nel caso in cui facciate notare l’incongruenza in uno studio televisivo, vi osserveranno con aria perplessa, cominceranno a scuotere la testa, e qualcuno ci definirà «buonista». Non avrete il tempo di dire: «Ma non ero giustizialista?». Si spegnerà la luce.
postato da: majortom79 alle ore febbraio 19, 2009 10:20 | link | commenti (1)
categorie: notizie, sentenze, informazione, berlusconi, giornali, regime, tv , orologeria, condannato, caso mills

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