«Sono scesi dalla Mercedes e ci sono venuti addosso». Con caschi, mazze, cinte chiodate e guanti protettivi, quelli di pelle nera. Quindi, il fattore sorpresa. Risultato: tre ragazzi del collettivo di sinistra trasportati in ospedale con ferite alla testa e al viso, e il loro sangue sparso nell’androne della Facoltà di Scienze Politiche di Roma Tre. Ad aggredire una decina di coetanei, parte dei quali già individuati dalle forze dell’ordine grazie alle numerose testimonianze: «Sì, perché oltre ad essere iscritti in questa facoltà - racconta uno dei picchiati - sono anche rappresentanti di Azione Universitaria, il gruppo politico che fa riferimento ad Alleanza nazionale».
MAGGIORANZA POLITICA
Un movimento che alle ultime elezioni, a novembre, ha ottenuto il più alto numero di voti, ben 1577, e contribuito a consegnare Roma Tre alla destra, dopo una lunga egemonia di sinistra (passata in due anni dal 60% al 44,8%). Under 30 legittimati, sdoganati, da molti apprezzati. Soprattutto conosciuti. Eppure tutto è avvenuto in pieno giorno, mezzogiorno e mezzo, il momento di massimo afflusso. «È come se niente potesse fermarli - prosegue un altro studente, Riccardo -. Lì, tranquilli a volto scoperto, ma armati. E parliamo di gente che da anni vediamo tutti i giorni; gente che, appunto, quando ti incontra recita la parte del destro civile. Magari ti offre il caffè e ti dà una pacca sulla spalla». Non ieri.
Tutto è partito alle dieci e mezzo del mattino quando «in tre sono entrati nell’aula del collettivo - ricostruisce una ragazza - per avvertire “mercoledì girate a largo”: avrebbero presentato un libro su Gabriele Sandri, il tifoso della Lazio ucciso da un poliziotto. Ma il problema non è l’argomento, anzi, ma sono stati i modi: bruschi e minacciosi, per di più contro l’unico presente». Così ecco la risposta dei compagni di sinistra: informati, in tre sono andati a chiedere spiegazioni. L’incontro nell’androne. Due parole reciproche «neanche dure - continua uno degli aggrediti -. E quindi l’arrivo della macchina e le botte».
RIUNITI PER DENUNCIARE
Subito dopo si sono ritrovati in assemblea. Piena di ragazzi, alcuni impegnati politicamente, la maggior parte lì, perché allibiti da ciò che avevano visto. «A me non importa niente della destra e della sinistra. Però non concepisco la violenza. È stato terribile, pensavo gli uccidessero». Quindi arrivo del Preside Guida, con un atteggiamento misto tra l’«aspettiamo per verificare», e il fuori i «facinorosi dall’Università». Un po’ quello che da tempo afferma Alemanno, quando parla degli studenti di sinistra a La Sapienza... Comunque, anche il preside, alla fine, si sbilancia: nel caso gli aggressori fossero riconosciuti come iscritti a Roma Tre, è possibile l’espulsione. «Ma l’importante è mantenere la calma, non tornare agli anni ’70» conclude Guida. Quando a un’azione, seguiva una risposta. E proprio ieri pomeriggio, in un circolo di Alleanza nazionale, non lontano da Roma Tre, alcuni hanno lanciato una bottiglia, rotto un vetro e un pc.