mio fratello é figlio unico

Si vive in un'epoca in cui solo gli ottusi sono presi sul serio e io vivo nel terrore di non essere frainteso (OSCAR WILDE)

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domenica, 26 ottobre 2008

Giovani padani: peggio degli immigrati: i meridionali

di Daniele Sensi


«Non è giusto, siamo invasi! Ovunque ti giri sei sommerso da ‘sti qui che vogliono comandare loro, mi fanno venire la nausea», sbotta una novarese. «Troppi, ce ne sono troppi, meglio con contarli», ribatte un utente di Mondovì. «Ce ne sono tanti, ma molti dei loro figli crescono innamorati del territorio in cui sono nati e cresciuti», replica un magnanimo iscritto ligure. Ennesimo dibattito su immigrazione e presunte invasioni islamiche? No. Il sito è quello dei Giovani Padani, e l'oggetto della discussione è quanti siano i meridionali residenti nel nord Italia.

Non si tratta solo di un divertito passatempo: lamentando la mancanza di dati ufficiali («Purtroppo nessuno ha mai pensato di fare un censimento etnico in Padania, poiché siamo tutti  "fratelli italiani"»), sul forum del movimento giovanile leghista con cura e dovizia vengono incrociate fonti diverse per tentare di fornire una risposta all'inquietudine che pare togliere il sonno ad alcuni simpatizzanti.

Così, ricorrendo ad una terminologia allarmante e servendosi del  censimento del 2001, delle analisi di  alcuni studiosi dialettali e di quelle  relative alle migrazioni interne del dopoguerra (con una certa approssimazione dovuta all'impossibilità  di conteggiare con precisione i «meridionali nati al nord da genitori immigrati o  da matrimoni misti padano-meridionali») alla fine, tenendo comunque  conto «del tasso di fecondità dei centro-meridionali in base al quale è possibile stimare 3 milioni di discendenti meridionali nati in Padania, compresi i bambini nati da coppie miste», il verdetto è di «9 milioni di individui, tra centro-meridionali etnici e loro discendenti puri o misti».

Una stima al ribasso   secondo un utente  milanese che arriva a denunciare, nelle statistiche, «la mancanza dei clandestini, cioè di quelli che sono qui di fatto ma non hanno domicilio o residenza padane».

Dati eccessivamente gonfiati, al contrario, per  un  altro giovane lombardo, perché «credo proprio che il meridionale al nord, specie se sposato con una padana, figli meno rispetto al meridionale che sta al sud». Una ragazza di Reggio Emilia, invece, pare poco interessata a parametri e variabili: «Non so quanti siano, non mi interessa il numero, so solo che sono troppi e che stanno rovinando una zona che era un'isola felice. Girando per strada difficilmente si incontra un reggiano! Purtroppo stiamo diventando una minoranza e i meridionali la fanno da padrone».

La Lega, si sa, ha oramai ampliato il proprio bacino elettorale, pertanto  pure un simpatizzante salernitano si inserisce nella conversazione, e, quasi invocando clemenza («Io sono meridionale ma amo la Lega e odio i terroni che vengono qui al nord per spadroneggiare e per rompere i coglioni»), finisce col  cedere    allo stesso meccanismo di autodifesa visto attivarsi  durante la recente campagna mediatica e politica  anti-rom, quando, per riflesso, non pochi cittadini rumeni quasi  si sono messi a rivendicare distinzioni etniche  dai loro connazionali residenti nei campi nomadi, poiché  nel gioco all'esclusione c'è sempre chi sta un po' peggio: «Certi meridionali non possono essere espulsi perché italiani, ma, se si potesse fare una bella barca, sopra ci metterei i meridionali che non lavorano e gli extracomunitari, che sono più bastardi dei meridionali».

Qualche nordico animatore del forum non indugia nel mostrare comprensione e solidarietà al fratello salernitano, e si affretta a precisare come sia possibile ravvisare differenza  tra "meridionali" e "terroni", spiegando che «terrone è colui che arriva e pensa di essere nel suo luogo di origine, e si comporta di conseguenza, tanto che nemmeno si offende se lo chiami terrone». Per taluni, addirittura, il luogo di origine non c'entra proprio nulla, perché «non è la provenienza che fa l'individuo,  e nemmeno il sangue o il colore della pelle, ma unicamente l'atteggiamento».

L'insistenza dei più ostinati  («Se ne dicono tante sui cinesi ma sicuramente li rispetto più di certi meridionali o marocchini o slavi perché almeno lavorano e si fanno i fatti  loro»)  incontra obiezioni  dalle quali emergono ulteriori sfumature d'opinione tra i giovani padani, quelli più "cosmopoliti", coinvolti nella surreale disamina, tanto che tra essi diviene possibile distinguere tra filantropi  («Di meridionali ne conosco tanti e tanti miei amici sono meridionali, per me un meridionale è colui che è venuto e lavora onestamente»), progressisti («Esempi di integrazione con il passare degli anni si fanno più frequenti, sono esempi da non snobbare ma anzi da far diventare casi di scuola: piano piano li integreremo»), e possibilisti («Un meridionale che lavora e interagisce con gli altri vale quanto un settentrionale»). Su tutti, però, inesorabile  cade il richiamo ad un maggior pragmatismo da parte dei realisti: «Siete in ritardo di 40 anni, c'è bel altra gente che invade le nostre città, purtroppo!».

Trascorso qualche giorno, sul forum viene avviata una nuova discussione: «Un test per capire a quale sottogruppo della razza caucasica apparteniamo». Un test scientifico, affidabile, perché «per una volta non ci si basa sul colore della pelle, dei capelli e degli occhi, ma sulla forma del cranio».

postato da: majortom79 alle ore ottobre 26, 2008 23:21 | link | commenti (14)
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Commenti
#1    26 Ottobre 2008 - 23:27
 
Che idiozie. Ancora a mettere i paletti al mondo! Come se la patria ce la fossimo comprata. Il mondo è di tutti e nessuno ha il diritto di lasciarne fuori gli altri!
Poi questi giovani padani, se sono tutti come il figlio di Bossi c'è da preoccuparsi seriamente!
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Nick7891

#2    26 Ottobre 2008 - 23:29
 
Anke se sui meridionali ne vengono dette di cotte e di crude...sn ORGOGLIOSA E ONORATA d essere MERIDIONALE...E poi finiamola di dire idiozie...odio quest atti di inutile razzismo...solo gente presuntuosa.secondo me è tutta invidia...lavoriamo nelle maggiori fabbriche del Nord xkè abbiamo più cervello...
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Sery88

#3    27 Ottobre 2008 - 10:25
 
In tutta sincerità vi dico che io, ingegnere docente siciliano trasferito al nord est, mi sento pienamente e felicemente a CASA MIA nel territorio in questione, cioè in tutta quell'area d'Italia che si trova al di sopra del fiume Po.Il perchè è molto semplice.Questo territorio è la mia terra in quanto facente parte dell'Italia,(CASA MIA), in quanto sovvenzionato anche grazie ai tributi da me pagati allo Stato Italiano (IL MIO STATO), ed in quanto reso libero dagli oppressori stranieri grazie al sangue versato anche dai MIEI parenti (I e II guerra mondiale).
Aggiungo inoltre di non avere mai pensato il contrario (di non sentirmi a CASA MIA) e nè di averlo mai sospettato, grazie anche alla squisita gentilezza delle persone che ho qui incontrato.
Saluti ai lettori.
Edoardo Sterlini
utente anonimo

#4    28 Ottobre 2008 - 16:00
 
animal e tupe e fogna..

non so se la tua lingua del cazzo corrispone ma comunque ecco la erisposta....
utente anonimo

#5    28 Ottobre 2008 - 16:40
 
Conosco solo la lingua degli uomini...
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente majortom79

#6    29 Ottobre 2008 - 10:22
 
Ho sempre desiderato un cazzo con la lingua , sai che comodità!!!
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente DavideGilmour

#7    30 Ottobre 2008 - 10:45
 
non è possibile ke la PADANIA diventi una zona piena di TERRONI! non per essere razzisti ma la lombardia non è la casa dei terroni!
mia casa non è la tua casa! PADANIA LIBERA.x sempre.grazie bossi
utente anonimo

#8    06 Dicembre 2008 - 14:22
 
su questo hanno ragione , certi Meridionali sono ormai insopportabili , vengono qui e riciclano i soldi d Mafia , Camorra e Co , poi m spiegate come si fanno a fermarli quando le PS in gran parte sono composte da loro corregionali? è inutile NEGARLO al SUd c'è un mal costume che è CULTURA DIFFUSA e che da loro viene esportata ... non è una questione Leghista è una semplice costatazione .

P.s. certi appuntati sono d uno strafottente che c sarebbe da dire ma fallo a Ponticelli con tuo cugino ...
utente anonimo

#9    25 Gennaio 2009 - 20:36
 
SUVVIA TRA 50 ANNI SARANO GLI ALBANESI I TERRONI GLI ISLAMICI E COMPAGNIA BELLA A FARE UN CENSIMENTO DEI POLENTONI RIMASTI.
SE SARA' NECESSARIO LI POSSIAMO ANCHE METTERE NELLE RISERVE
ROMA E' ETRNA
utente anonimo

#10    30 Gennaio 2009 - 14:15
 
Cari "giovani INGRATI padani" siete delle belle teste di cazzo! Il terrone vi viene a lavorare in fabbrica (scusate per i 700 euro mensili sono troppi per noi poveri terroni mafiosi) e questo è il ringraziamento? com'è il nostro sangue è buono? saluti :D

e occhio all'immigrato che vi mette le pelotas in bocca! PARDRONI A CASA NOSTRA AHAHAHAHHA CHE UOMINI! (?)
utente anonimo

#11    22 Giugno 2009 - 23:50
 
Se state attenti alle invasioni di tipo "barbarico" e comunque violente e/o repressive nei confronti delle popolazioni mi dispiace ricordare che al Nord est in particolare ve ne sono state parecchie. Comunque a parte ciò, ritengo che oggetto di discussione non debbano essere i reciproci insulti (alcuni codardamente anonimi) bensì certe assurde quanto insensate affermazioni.

Prof. Antonio Piffer
utente anonimo

#12    29 Luglio 2009 - 14:14
 
Le vostre liti da bambini fatele da un'altra parte.
ricordo tema:
«Non è giusto, siamo invasi! Ovunque ti giri sei sommerso da ‘sti qui che vogliono comandare loro, mi fanno venire la nausea», sbotta una novarese. «Troppi, ce ne sono troppi, meglio con contarli», ribatte un utente di Mondovì. «Ce ne sono tanti, ma molti dei loro figli crescono innamorati del territorio in cui sono nati e cresciuti», replica un magnanimo iscritto ligure. Ennesimo dibattito su immigrazione e presunte invasioni islamiche? No. Il sito è quello dei Giovani Padani, e l'oggetto della discussione è quanti siano i meridionali residenti nel nord Italia.
utente anonimo

#13    29 Luglio 2009 - 14:15
 
Non si tratta solo di un divertito passatempo: lamentando la mancanza di dati ufficiali («Purtroppo nessuno ha mai pensato di fare un censimento etnico in Padania, poiché siamo tutti "fratelli italiani"»), sul forum del movimento giovanile leghista con cura e dovizia vengono incrociate fonti diverse per tentare di fornire una risposta all'inquietudine che pare togliere il sonno ad alcuni simpatizzanti.Così, ricorrendo ad una terminologia allarmante e servendosi del censimento del 2001, delle analisi di alcuni studiosi dialettali e di quelle relative alle migrazioni interne del dopoguerra (con una certa approssimazione dovuta all'impossibilità di conteggiare con precisione i «meridionali nati al nord da genitori immigrati o da matrimoni misti padano-meridionali») alla fine, tenendo comunque conto «del tasso di fecondità dei centro-meridionali in base al quale è possibile stimare 3 milioni di discendenti meridionali nati in Padania, compresi i bambini nati da coppie miste», il verdetto è di «9 milioni di individui, tra centro-meridionali etnici e loro discendenti puri o misti».
utente anonimo

#14    30 Luglio 2009 - 14:21
 
L'insistenza dei più ostinati («Se ne dicono tante sui cinesi ma sicuramente li rispetto più di certi meridionali o marocchini o slavi perché almeno lavorano e si fanno i fatti loro») incontra obiezioni dalle quali emergono ulteriori sfumature d'opinione tra i giovani padani, quelli più "cosmopoliti", coinvolti nella surreale disamina, tanto che tra essi diviene possibile distinguere tra filantropi («Di meridionali ne conosco tanti e tanti miei amici sono meridionali, per me un meridionale è colui che è venuto e lavora onestamente»), progressisti («Esempi di integrazione con il passare degli anni si fanno più frequenti, sono esempi da non snobbare ma anzi da far diventare casi di scuola: piano piano li integreremo»), e possibilisti («Un meridionale che lavora e interagisce con gli altri vale quanto un settentrionale»). Su tutti, però, inesorabile cade il richiamo ad un maggior pragmatismo da parte dei realisti: «Siete in ritardo di 40 anni, c'è bel altra gente che invade le nostre città, purtroppo!».

Trascorso qualche giorno, sul forum viene avviata una nuova discussione: «Un test per capire a quale sottogruppo della razza caucasica apparteniamo». Un test scientifico, affidabile, perché «per una volta non ci si basa sul colore della pelle, dei capelli e degli occhi, ma sulla forma del cranio».
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