mio fratello é figlio unico

Si vive in un'epoca in cui solo gli ottusi sono presi sul serio e io vivo nel terrore di non essere frainteso (OSCAR WILDE)

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lunedì, 30 novembre 2009

D’Alema scarica Vendola e l’assemblea si svuota. Ma la vera partita riguarda acqua.

Puglia, tornano le manovre del leader Maximo. Orfano della poltrona di mister Pesc, l’ex segretario del Pds si getta a capofitto nel «cortile di casa nostra», come ama chiamarlo lui stesso. Stavolta l’obiettivo è affossare la ricandidatura del Governatore uscente, sgradito all’Udc - l’alleanza con il quale è il must dalemiano a questo giro, per le Regionali ma soprattutto in chiave nazionale - e sostituirla con quella del più ecumenico Emiliano. E, soprattutto, potere procedere con il progetto di privatizzazione dell’acquedotto pugliese che lui stesso aveva avviato da presidente del Consiglio nel 2000, e che la Giunta Vendola osteggia senza sconti. Il quadro si complica (ma quanto importa?) per le dichiarazioni di appoggio al leader di Sinistra e libertà da parte dello stesso Emiliano, al punto che il sindaco di Bari si era reso disponibile a fargli da coordinatore della campagna elettorale, e anche per una vecchia assicurazione a Vendola da parte di Bersani, che però ha le mani legate. Ciò che conta, a maggior ragione in Puglia, si sa, è ciò che pensa Massimo D’Alema. Il servizio di Carosella.

di Francesco CAROSELLA

Massimo D’Alema chiude l’assemblea regionale del Pd a Bari, chiamata a pronunciarsi sulla candidatura di Nichi Vendola alle elezioni regionali del prossimo aprile. Il clima è teso e quando D’Alema prospetta l’ipotesi dell’eutanasia di Nichi Vendola, molte persone lasciano la sala lasciandolo a parlare ad una platea semivuota. “Abbiamo dato mandato al segretario regionale, Sergio Blasi - spiegherà poi D’Alema - perchè riprenda il dialogo con le forze politiche con le quali riteniamo di voler governare la Puglia. Naturalmente bisognerà discutere con tutti i partiti - aggiunge - facendo riferimento in particolare all’Udc e all’Italia dei Valori che in Puglia non vogliono sostenere la ricandidatura di Vendola”.

Una situazione oggettivamente complicata. Da un lato l’auto-ricandidatura di Vendola, dall’altro la necessità di trovare un candidato che sia in grado di riunire intorno a sé non solo le forze di maggioranza ma anche le l’Udc di Casini in Puglia. In chiave regionale, certo, ma non solo. D’Alema teme che si ricostituisca un blocco moderato intorno ad un’alleanza tra il Pdl di Raffaele Fitto e l’Udc, ricordando che le elezioni pugliesi devono tener conto del quadro nazionale. “Nel Paese si aggrava una crisi democratica - affresca D’Alema - che si accavalla a una questione sociale. La maggioranza vive contraddizioni profonde e la tentazione del suo leader di un appello al popolo è fortissima. Berlusconi vorrà fare delle regionali un referendum sul destino politico del Paese. Il berlusconismo è in crisi ma è arrogantemente proteso a sfidare il Paese a partire dalla sua stessa maggioranza, per questo serve un’alleanza con un insieme di forze politiche e della società civile”.

Blasi aveva già avuto occasione di prendere le difese del Governatore uscente quando si era prospettata la candidatura dell’attuale sindaco di Bari Michele Emiliano, gradito allo Scudocrociato, spaccando il Pd pugliese.

Già due giorni fa, alla vigilia della direzione pugliese del Pd, D’Alema si era dovuto difendere: “Sono stupito ed addolorato che si costruisca uno scenario di scontro personale tra Vendola e me quando, invece, sono stato chiamato per affrontare una situazione estremamente difficile creata da Vendola”.

Nel luglio scorso il progetto di un’alleanza del Mezzogiorno con Casini stava già dando i primi risultati a Brindisi, e l’ala dalemiana dei democratici pretendeva già un candidato in grado di muoversi agevolmente tra i moderati.

“Io sono l’espressione di una formidabile volontà’ popolare: uccidere questa volontà popolare è davvero il modo per far vincere Fitto” dice Vendola al termine dell’assemblea. “Rifletta bene il segretario del Pd, Blasi, riflettano gli amici e i compagni che hanno la responsabilità di sciogliere nelle prossime ore questo nodo. Io non solo vado avanti malgrado tutto e tutti ma vado avanti perché tutto e tutti mi spingono ad andare avanti” conclude il governatore della Puglia.

Secondo autorevoli osservatori la partita sarebbe in realtà un’altra, ovvero quella per la privatizzazione dell’acqua in Puglia, che Vendola ha sempre osteggiato. D’Alema fu l’autore della bozza di privatizzazione del 2000, che non riuscì mai concretamente a realizzare, anche se in quell’occasione fu proprio Fitto a impedire sia al governo D’Alema sia a quello Amato di vendere la Acquedotto Pugliese SpA (allora nelle mani del Tesoro) all’Enel. Lo scorso maggio Repubblica e il Foglio parlarono del “Patto della crostata”, con l’entrata del dalemiano Andrea Perutzy nel Cda dell’Acea, la potentissima azienda romana che ogni anno gestisce circa un miliardo e mezzo di euro nella costruzione di acquedotti, reti elettriche e depuratori, il cui controllo “stabilisce chi a Roma comanda e chi non lo fa” mettendo in luce un collegamento tra il sindaco di Roma Alemanno, il più importante imprenditore romano Francesco Gaeatano Caltagirone, vero dominus dell’Acea, vice presidente di Monte dei Paschi di Siena e suocero di Casini, Cesare Geronzi, numero uno di MedioBanca e, appunto, Perutzy, direttore esecutivo e tesoriere di ItalianiEuropei, quindi di D’Alema.


La presa di posizione dalemiana avrebbe in un primo momento spiazzato anche Bersani, impegnato a dialogare con tutti i partiti d’opposizione, a cominciare da Sinistra e libertà, e che aveva assicurato pieno appoggio a Vendola subito dopo le primarie. Ma in un successivo colloquio con D’Alema il neosegretario si è trovato costretto a garantire il proprio appoggio all’ipotesi di alleanza con i centristi.

postato da: majortom79 alle ore novembre 30, 2009 18:10 | link | commenti
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giovedì, 19 novembre 2009

AGILE- EUTELIA: COME LICENZIARE 9000 PERSONE SENZA CHE NESSUNO SE NE ACCORGA

E' iniziato il licenziamento dei primi 1200 lavoratori di OLIVETTI-GETRONICS-BULL-EU
TELIA-NOICOM-EDISONTEL TUTTI CONFLUITI IN:



AGILE s.r.l. ora Gruppo Omega



Agile ex Eutelia è stata consegnata a professionisti del FALLIMENTO.



Agile ex Eutelia è stata svuotata di ogni bene mobile ed immobile.



Agile ex Eutelia è stata condotta con maestria alla perdita di commesse e clienti .



Il gruppo Omega continua la sua opera di killer di aziende in crisi , l'ultima è Phonemedia 6600 dipendenti che subirà a breve la stessa sorte.



Siamo una realtà di quasi 10.000 dipendenti e considerando che ognuno di noi ha una famiglia, le persone coinvolte sono circa 40.000 eppure nessuno parla di noi.



Abbiamo bisogno di visibilità Mediatica, malgrado le nostre manifestazioni nelle maggiori città italiane (Roma - Siena_Montepaschi - Milano - Torino - Ivrea - Bari - Napoli - Arezzo - ) e che alcuni di noi sono saliti sui TETTI, altri si sono INCATENATI a Roma in piazza Barberini, nessun giornale a tiratura NAZIONALE si è occupato di noi ad eccezione dei TG REGIONALI e GIORNALI LOCALI.

NON siamo mai stati nominati in nessun TELEGIORNALE NAZIONALE perchè la parola d'ordine è che se non siamo visibili all'opinione pubblica il PROBLEMA NON ESISTE.



Dal 4-Novembre-2009 le nostre principali sedi sono PRESIDIATE con assemblee permanenti.
postato da: majortom79 alle ore novembre 19, 2009 14:30 | link | commenti (2)
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lunedì, 02 novembre 2009

Stefano Cucchi è morto di carcere






postato da: majortom79 alle ore novembre 02, 2009 17:07 | link | commenti
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