mio fratello é figlio unico

Si vive in un'epoca in cui solo gli ottusi sono presi sul serio e io vivo nel terrore di non essere frainteso (OSCAR WILDE)

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giovedì, 19 marzo 2009

COMUNITA' OASI 2: "Cercavi giustizia incontrasti la legge". La vera emergenza non è l'immigrazione ma il razzismo






Nei giorni scorsi, attraverso l’approvazione del disegno di legge 733, meglio conosciuto come Pacchetto Sicurezza, il Senato ha sdoganato atti politici che appaiono sempre più miopi e xenofobi. Si tratta di un disegno di legge che modifica sostanzialmente la legge Bossi-Fini con emendamenti a dir poco restrittivi che inaspriscono le condizioni di vita di tutti i migranti: rendendo complicati l’iscrizione anagrafica, l’ottenimento della carta di soggiorno e i ricongiungimenti familiari restringono notevolmente anche i diritti dei cosiddetti “regolari”.



Non è dunque in questione soltanto l’introduzione del reato di immigrazione clandestina: per il principio che sancisce che la sicurezza per qualcuno è più importante della salute di tutti, il governo arruola anche i medici, ai quali chiede di denunciare i clandestini, trasformando di fatto i servizi sanitari in polizia sanitaria, sgretolando il principio universale del diritto alla salute e creando i presupposti per la nascita di un circuito sanitario parallelo e illegale, un vero e proprio mercato – gestito da italiani – molto simile a quello dei finti contratti di lavoro.



La norma che stabilisce anche la schedatura dei clochards, sancisce ancora di più il rischio di una deriva culturale e politica di tipo razzista ossessionata dal bisogno di punire chi è considerato inferiore o diverso. Né rende meno grave la situazione, la consapevolezza che, data l’ormai avviata campagna elettorale, possa trattarsi di operazioni propagandistiche ed elettorali finalizzate a dare in pasto al ventre molle del paese qualche capro espiatorio. Perché gli scenari culturali voluti da chi ritiene che “per contrastare l’immigrazione clandestina e tutto il male che porta, non bisogna esser buonisti, ma cattivi, determinati ad affermare il rigore della legge” producono violenza urbana e la considerano semplicemente “bullismo”, derubricandola come “sintomo di disagio”, o peggio ancora, come “ragazzate”.


 Oasi 2 esprime profonda preoccupazione e dissenso rispetto a tale disegno di legge di stampo antiumanitario, che criminalizza i migranti, diffonde un clima di paura e diffidenza e alimenta atti violenti nei confronti dello straniero e auspica che la società civile, le associazioni, i movimenti, i medici, i giuristi della terra di Puglia esprimano la propria opposizione verso questa ipotesi normativa assolutamente persecutoria.


Non volendo restare passivi dinanzi a questo processo di degenerazione sociale, culturale e politica, e stimolati positivamente dalla scelta della Regione Puglia di opporsi a questa deriva vietando ai medici di segnalare i migranti sprovvisti di permesso di soggiorno, invitiamo quanti siano interessati alla mobilitazione culturale e sociale.


 


Comunità Oasi 2, Trani

postato da: majortom79 alle ore marzo 19, 2009 09:42 | link | commenti
categorie: sicurezza, , razzismo, governo, ignoranza, lega nord, xenofobia, medici, oasi 2
mercoledì, 18 marzo 2009

Grilli andriesi: un volantino contro Ventola fa scattare la bagarre

da Andrialive.it

"L’articolo 21 della Costituzione Italiana testualmente recita: “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.”

Siamo qui a chiederci se ancora sia rispettata questa libertà di espressione. I Grilli Andriesi, domenica 15 Marzo avevano deciso di distribuire un volantino ad Andria in occasione della presentazione del candidato della Pdl alla Presidenza della Provincia Bat, Ventola. Tale distribuzione non mirava in alcun modo ad ostacolare l’altrui manifestazione. Il volantino richiamava la condanna ricevuta in primo grado dal candidato per Abuso d’Ufficio.

Sapevamo che tale volantino non sarebbe stato accolto con rose e fiori. Infatti non siamo novelli, avendo già distribuito più volte volantini durante campagne elettorali sia all’ Udc che al Pd. E per tale motivo, prima di venire al fattaccio, permetteteci di ringraziare i due suddetti partiti che mai si sono permessi di mettere le mani addosso a un qualsiasi nostro membro, pur presentando a volte volantini davvero molto “pesanti”. Inoltre in merito all’episodio in causa due ringraziamenti vanno fatti al Dott. Ceci, al consigliere De Feo e ad alcuni giovani che cercavano di tranquillizzare, inutilmente, la situazione.

Tutto è cominciato quando, arrivati sul marciapiede antistante il luogo dove si svolgeva la presentazione, abbiamo cominciato a distribuire i volantini. Se n’erano distribuiti circa una decina, quando d’improvviso, e con la completa chiusura a qualsiasi possibilità di dialogo, ci si è avvicinato il consigliere regionale e comunale Nino Marmo che, con fare decisamente aggressivo e con un tono di voce molto alto, ci “invitava” senza mezzi termini a sparire.

Al nostro rifiuto sono cominciate le minacce verbali di alcuni presenti seguite in successione da spintoni e tentativi di strapparci dalle mani i volantini. Sommersi dagli “inviti”, ci siamo allontanati spostandoci sullo spartitraffico, non sostando quindi più innanzi all’ingresso. Ma nonostante ciò, e nonostante le nostre parole promettessero di non volantinare più, per non esacerbare ulteriormente il clima, gli spintoni sono continuati, e solo l’arrivo del consigliere del Pdl De Feo che caricava in macchina il più accerchiato dei nostri, permetteva di calmare la situazione.

Di certo abbiamo preso atto che la “Libertà” per il Centrodestra, o almeno per numerosi dei suoi esponenti, è un qualcosa di molto volubile; perché è vero che coloro che ci hanno aggrediti erano una nettissima minoranza, ma coloro che ci hanno difesi erano ancora meno, mentre tutti gli altri sono restati li a guardare la scena.

Una nota di demerito particolare al consigliere Marmo che ha dimostrato di essere un opportunista della peggior specie. Diverse volte in consiglio comunale ci ha dimostrato il suo compiacimento per volantini che spesso riguardavano l’attuale maggioranza comunale di Centrosinistra, arrivando addirittura a leggere un nostro volantino in consiglio comunale, ringraziandoci per lo stesso. Per tale motivo ci chiediamo il perché di quel suo comportamento…

Infine una battuta. Ventola spesso ripete nei suoi interventi pubblici di essere un presidente che vuol essere toccato dalla gente, ripete spesso il “Toccate il Presidente”. Ebbene questa volta a essere toccati siamo stati noi, pur non volendo, e non ci è molto piaciuto. Quindi visto che coloro che ci hanno toccato sono suoi sostenitori, le vogliamo raccomandare attenzione; ci dispiacerebbe se in futuro rivolgeranno le loro attenzioni verso di lei, e “vorranno toccarla”.

Giuseppe D'Ambrosio

Presidente - Grilli Andriesi
martedì, 17 marzo 2009

Aggressione squadrista all'Università di Roma Tre

«Sono scesi dalla Mercedes e ci sono venuti addosso». Con caschi, mazze, cinte chiodate e guanti protettivi, quelli di pelle nera. Quindi, il fattore sorpresa. Risultato: tre ragazzi del collettivo di sinistra trasportati in ospedale con ferite alla testa e al viso, e il loro sangue sparso nell’androne della Facoltà di Scienze Politiche di Roma Tre. Ad aggredire una decina di coetanei, parte dei quali già individuati dalle forze dell’ordine grazie alle numerose testimonianze: «Sì, perché oltre ad essere iscritti in questa facoltà - racconta uno dei picchiati - sono anche rappresentanti di Azione Universitaria, il gruppo politico che fa riferimento ad Alleanza nazionale».

MAGGIORANZA POLITICA

Un movimento che alle ultime elezioni, a novembre, ha ottenuto il più alto numero di voti, ben 1577, e contribuito a consegnare Roma Tre alla destra, dopo una lunga egemonia di sinistra (passata in due anni dal 60% al 44,8%). Under 30 legittimati, sdoganati, da molti apprezzati. Soprattutto conosciuti. Eppure tutto è avvenuto in pieno giorno, mezzogiorno e mezzo, il momento di massimo afflusso. «È come se niente potesse fermarli - prosegue un altro studente, Riccardo -. Lì, tranquilli a volto scoperto, ma armati. E parliamo di gente che da anni vediamo tutti i giorni; gente che, appunto, quando ti incontra recita la parte del destro civile. Magari ti offre il caffè e ti dà una pacca sulla spalla». Non ieri.

Tutto è partito alle dieci e mezzo del mattino quando «in tre sono entrati nell’aula del collettivo - ricostruisce una ragazza - per avvertire “mercoledì girate a largo”: avrebbero presentato un libro su Gabriele Sandri, il tifoso della Lazio ucciso da un poliziotto. Ma il problema non è l’argomento, anzi, ma sono stati i modi: bruschi e minacciosi, per di più contro l’unico presente». Così ecco la risposta dei compagni di sinistra: informati, in tre sono andati a chiedere spiegazioni. L’incontro nell’androne. Due parole reciproche «neanche dure - continua uno degli aggrediti -. E quindi l’arrivo della macchina e le botte».

RIUNITI PER DENUNCIARE

Subito dopo si sono ritrovati in assemblea. Piena di ragazzi, alcuni impegnati politicamente, la maggior parte lì, perché allibiti da ciò che avevano visto. «A me non importa niente della destra e della sinistra. Però non concepisco la violenza. È stato terribile, pensavo gli uccidessero». Quindi arrivo del Preside Guida, con un atteggiamento misto tra l’«aspettiamo per verificare», e il fuori i «facinorosi dall’Università». Un po’ quello che da tempo afferma Alemanno, quando parla degli studenti di sinistra a La Sapienza... Comunque, anche il preside, alla fine, si sbilancia: nel caso gli aggressori fossero riconosciuti come iscritti a Roma Tre, è possibile l’espulsione. «Ma l’importante è mantenere la calma, non tornare agli anni ’70» conclude Guida. Quando a un’azione, seguiva una risposta. E proprio ieri pomeriggio, in un circolo di Alleanza nazionale, non lontano da Roma Tre, alcuni hanno lanciato una bottiglia, rotto un vetro e un pc.
postato da: majortom79 alle ore marzo 17, 2009 12:17 | link | commenti
categorie: violenza, collettivi, alleanza nazionale, tensione, roma tre, azione universitaria
lunedì, 16 marzo 2009

Barletta Malpensa

Ovviamente era tutto vero...
postato da: majortom79 alle ore marzo 16, 2009 11:57 | link | commenti
categorie:
mercoledì, 11 marzo 2009

MANGANO & MANGANELLO

Nell’ultimo anno il cavalier Benito Berlusconi ha comunicato che:

1) la sua Augusta Persona non può più essere sottoposta a processo penale, qualunque reato commetta;

2) se una sentenza della Cassazione non gli garba, lui la cambia per decreto;

3) se il capo dello Stato non firma il decreto, è un ostacolo alla governabilità;

4) se la Costituzione gli impedisce di decretare su quel che gli pare, bisogna cambiarla anche a colpi di maggioranza, anche sciogliendo le Camere e «tornando al popolo».

Ora ribadisce che:

5) il Parlamento gli fa perder tempo, con tutti quei deputati e senatori (peraltro in gran maggioranza nominati da lui con finte elezioni) che non si sa mai come voteranno e propone

6) di far votare solo i capigruppo per evitare «sorprese». Ci sarebbe pure la Costituzione, che prevede il voto del singolo parlamentare «senza vincolo di mandato», ma che sarà mai. Intanto:

7) i giudici che indagano o arrestano o scarcerano chi non vuole il governo vengono immantinente visitati dagli ispettori di Al Fano.

8) le strade sono pattugliate da militari e ronde di partito, embrione della nuova Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale.

9) le banche finiscono sotto controllo dei prefetti, cioè del Ministero dell’Interno. E, per chi protesta, è alle viste:

10) una forte riduzione del diritto di sciopero.

11) il governo prepara norme-bavaglio per la stampa e per i blog.

12) pretende di scegliersi anche il presidente della Rai, che spetta all’opposizione. Domanda ai fini dicitori che invitano sempre a non demonizzare: ci dite, gentilmente, come si chiama questa roba qua?

da voglioscendere.it
postato da: majortom79 alle ore marzo 11, 2009 11:20 | link | commenti (1)
categorie: totalitarismo, , democrazia, mangano, governo berlusconi, benito, manganello
venerdì, 06 marzo 2009

La tv genera mostri e il pubblico li fa diventare divi

di MASSIMO FINI

CHI È CAUSA del suo mal pianga se stesso. Siete stati voi, con la vostra idolatria per la tv e i suoi cosiddetti divi, a creare questi ‘mostri’. Ma la cosa più grave non è che Bonolis (che tra l’altro non è dei peggiori) o la Ventura, la Marcuzzi o Celentano o i cantanti prendano i cachet che prendono, in periodo di crisi o di non crisi. La cosa più grave è il peso che costoro hanno acquistato nella vita pubblica italiana, nel costume e persino nel dibattito delle idee.

Ai vecchi tempi il pomeriggio di Natale, quando gli adulti sono stufi, un po’ stanchi e i bambini rompono si dava al cugino scemo e un po’ goliarda il compito di tenerli a bada divertendoli con qualche giochetto. I conduttori dello spettacolo televisivo non fanno niente di molto diverso con una platea di adulti infantilizzati e rimbecilliti dall’ascolto ipnotico.

E’ stata l’enorme platea del pubblico della tv a decretare non solo il loro successo ma anche il loro prestigio. Sulle questioni di costume ma anche etiche, ma anche politiche la loro parola è molto più interpellata e ascoltata di quella di Emanuele Severino o Salvatore Veca o Pier Aldo Rovatti. Nella nostra società il denaro è la misura del valore e se Bonolis prende un milione di euro e un ricercatore universitario 1.200, vuol dire che il secondo non vale niente, non conta niente rispetto al primo che è diventato il vero maître à penser. Ed è per questo, e non solo perché buttiamo i soldi a vanvera, che l’Italia è conciata com’è conciata.

postato da: majortom79 alle ore marzo 06, 2009 11:01 | link | commenti
categorie: media, televisione, , bonolis, mostri, massimo fini, il giorno, divi
giovedì, 05 marzo 2009

Bergamo, bufera sul sacerdote del saluto romano a Forza Nuova

di Paolo Berizzi da Repubblica.it

Forse basterebbe la sua concezione-rivisitazione dell’abito talare. «La tonaca è soltanto una camicia nera più lunga», profetizzò un giorno don Giulio Tam. E già. Che questo padre lefebvriano, “ gesuita itinerante”, avesse più di una simpatia per la destra radicale, si sapeva. E’ da anni che benedice alla sua maniera militanti e manifestazioni neofasciste («Però non posso dire che sono fascista, perché è vietato...»). Le messe celebrate ogni anno sulla tomba di Benito Mussolini a Predappio; le commemorazioni dei caduti repubblichini; le ospitate, ormai abituali, ai comizi di Forza Nuova con tanto di «rosario contro l’invasione islamica».

Ma le fotografie che lo ritraggono mentre fa il saluto romano in testa al corteo di Forza Nuova a Bergamo lo consacrano definitivamente. C’era da benedire l’apertura di una sede del partito, e così padre Tam, accanto al segretario nazionale forzanovista Roberto Fiore, non si è risparmiato: dietro, in marcia per le vie del centro cittadino, un centinaio di militanti con caschi e bastoni; davanti lui, col braccio destro teso a salutare la parata militare. Ora a Bergamo infuriano le polemiche (dopo quelle seguite ai violenti scontri tra polizia e centri sociali). Perché, come se non bastasse il prete che fa il saluto romano (Alternativa sociale nel 2006 lo candidò alle europee), a reggere le fila della manifestazione — tra “boia chi molla”, inno di Mameli e qualche “Sieg Heil” — assieme a Fiore e al coordinatore nazionale Paolo Caratossidis, c’era Dario Macconi, neoresponsabile provinciale di Forza Nuova e figlio di un consigliere regionale (e presidente provinciale) di An.

Per cercare di togliersi dall’imbarazzo, Pietro Macconi ha convocato una conferenza stampa: «Voglio bene a mio figlio, ma non condivido gli ideali e i metodi di Forza Nuova». Il bello è che Dario Macconi - che si è sempre nascosto dietro lo pseudonimo “ Astipalio” - è un fuoriuscito da An, scelta per la quale il padre si dice «dispiaciuto». Lui e i vertici cittadini del partito prendono le distanze dalla parata forzanovista. Un corteo che il sindaco Roberto Bruni (centrosinistra, ricandidato per le prossime elezioni) giudica «inquietante e gravissimo», così come la presenza di un sacerdote. «Per di più in una città che vanta una forte tradizione antifascista e cattolica».

All’attacco anche il parlamentare Antonio Misiani: «Le immagini che abbiamo visto, i saluti romani, i caschi e le spranghe, sono sconcertanti. An faccia chiarezza fino in fondo, non basta un comunicato». Don Giulio Tam, da Sondrio, non si scompone, anzi: «Starò sempre a fianco dei giovani di Forza Nuova, Mussolini è un martire e io sono favorevole alla sua beatificazione». E il saluto romano? «I ragazzi mi hanno chiesto di benedirli, e io ho svolto la mia funzione».
postato da: majortom79 alle ore marzo 05, 2009 10:34 | link | commenti
categorie: , fascismo, bergamo, forza nuova, roberto fiore, giulio tam, chiesa lefebvriana
martedì, 03 marzo 2009

GELLI VUOLE FARE CAUSA ALLO STATO: "RIVOGLIO IL MIO TESORO"

di Marco Bucciantini

P2E' Dio. Parla di tutto (ma non sa), sposta, nomina, decide, sa (ma non dice). E' Licio Gelli. In un paese normale le sconclusionate parole del novantenne Venerabile e venerato sarebbero dimenticate per carità umana, e un po' anche per vergogna, visto che una buona parte del suo Piano di rinascita nazionale è stato realizzato alla lettera da Silvio Berlusconi, “e dovrei infatti chiedere i diritti d'autore”, si vanta Gelli, “anche se abolirei il Cda della Rai: Berlusconi dovrebbe nominare un amministratore unico”, non si sa mai.

Dai magistrati all'informazione, il giogo è quello teorizzato a suo tempo dalla loggia massonica Propaganda 2. Il resto, è chiacchiera da bar, puntualmente servita dalle agenzie di stampa, che ribattono il video che Klaus Davi ha piazzato su Youtube. Piove filosofia, da Villa Vanda: “I gay no hanno patria nella P2”, e subito arriva la replica Grillini, “onorato” della discriminazione. “Franceschini è incapace. Incapace perché oggi è difficile dirigere un partito”, e subito arriva la replica di Enrico Farinone, esponente del Pd, “lontano anni luce da questa indecenza”. “Ratzinger non mi piace, frequenta troppe sinagoghe e moschee”, e non arriva nessuna replica, perché il Vaticano si arrabbia solo se qualcuno tocca le cellule staminali. “I campi di accoglienza? Meglio quelli di concentramento”. E qui gli extracomunitari non possono reagire, in quanto reclusi e isolati in quei vergognosi campi, e gli ebrei sono andati in polvere, nel vento, negli altri immondi, campi, che tanto mancano al venerato.

Due mesi fa andammo a Villa Vanda, quando Gelli tornò d'incanto alla ribalta, per via della trasmissione televisiva in cui raccontava la sua Storia d'Italia. Entrammo curiosi in quella bella casa un po' troppo arredata. Lo ascoltammo blaterare per un'ora proprio di queste cose, della nostalgia di Hitler, della necessità di una dittatura in Italia (aspetta e spera), di “punizioni esemplari per i froci”, di metodi di educazione giovanile ariani, di “razze a strisce bianconere”, come egli vede l'Italia multietnica... decidemmo – in breve - che non valeva la pena diffondere quel misero pensiero. Ne siamo tutt'oggi orgogliosi.

Se ne torniamo a parlare è perché il Venerabile  rivuole il suo tesoro e per riuscirci sceglie la strada delle aule di tribunale, ovvero intende far causa ai magistrati «che nel 1989 ordinarono la spartizione del mio tesoro in Svizzera. La somma di 8 milioni e 500mila dollari che mi è stata sequestrata deve essere restituita ai piccoli azionisti». «Insieme all'avvocato Lenzini intendo intentare una causa. Come si può seriamente sostenere che le somme oggetto di restituzione da parte delle autorità svizzere fossero destinate soltanto alla liquidazione del Banco Ambrosiano? La terza sezione penale della corte, autrice di questa ordinanza dimostra sia di non avere le idee chiare in materia di sequestro penale, sia, e questo è più grave, di non conoscere i fatti». Gelli aggiunge «ho sottoscritto all'avvocato Lenzini che cederò ai piccoli azionisti il 30-40 per cento della somma che eventualmente mi verrà restituita». Gelli sceglie questa occasione per lanciare un appello a sostegno della iniziativa per riavere il suo tesoro al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, come pure al presidente del Senato Renato Schifani, al presidente della Camera Gianfranco Fini, al Consiglio superiore della magistratura e al Governatore della Banca d'Italia Mario Draghi. «Questa lettera l'ho mandata il 28 ottobre del 2008. L'hanno ricevuta tutti, ma ancora non ho avuto una risposta».
postato da: majortom79 alle ore marzo 03, 2009 10:18 | link | commenti
categorie: , massoneria, licio gelli, risarcimento, p2 , piano di rinascita democratica, berslusconi
lunedì, 02 marzo 2009

“STRANIERI, ANDATE A VOTARE ALLE EUROPEE E ALLE AMMINISTRATIVE”

di Chiara Affronte

Anche il Centro Lavoratori Stranieri della Cgil si mette a disposizione dei cittadini comunitari in prossimita’ delle elezioni europee e amministrative. Il 9 marzo la scadenza dell’iscrizione per votare il Parlamento europeo, il 27 aprile quella per votare il sindaco. E da Roberto Morgantini, responsabile del Centro Lavoratori Stranieri della Cgil arriva un messaggio chiaro: “Andate e votate, iscrivetevi, e venite da noi se volete informazioni”.

Ieri, su queste pagine, abbiamo sollevato il problema del voto a cui i cittadini comunitari residenti in Italia hanno diritto, ma non ne sono consapevoli. Sono sette, infatti, su oltre 7000 (fino all’inizio della settimana), le persone che si erano iscritte nelle liste elettorali: procedura necessaria per poter votare. Un numero irrisorio, ai fini elettorali. Ma nonostante le direttive europee siano vecchie di oltre un decennio l’informazione e’ stata carente. –E la gran parte dei cittadini comunitari non e’ consapevole di avere questo diritto.

La questione si e’ fatta piu’ urgente poi, in seguito all’ingresso nella Comunita’ europea della Romania. Secondo dati diffusi dal Comune, a Bologna e’ proprio quella Rumena la popolazione piu’ popolosa: 4.323 sono i residenti rumeni maggiorenni aventi diritto al voto. Il Comune ha inviato ai dominicili dei cittadini comunitari delle lettere informative (in francese, tedesco, inglese ed italiano), ancora in molti casi non arrivate a destinazione.

“Gli stranieri presenti in Italia sono ormai da tempo i protagonisti della campagna elettorale – sostiene Morgantini – forse e’ giunto il momento che da semplici spettatori passivi diventino protagonisti attivi”. “Primo passo”, secondo il responsabile della Cgil, “l’espressione del voto alle europee o alle amministrative”. Consapevoli che eleggere qualcuno significa avere “un impatto rapido e diretto sulla propria vita”.

Il messaggio che Morgantini intende inviare ai cittadini stranieri e’ quello di vicinanza della politica, quando e’ ben fatta, alle cose pratiche di cui tutti, cittadini comunitari, hanno necessita’: la casa, l’assistenza, un giardino pubblico. Ma non solo: votare significa anche dare una preferenza a quel candidato questi cittadini valutano sia portatore di una politica di integrazione piuttosto che di esclusione.

Il Centro Lavoratori Stranieri, dunque, si rende disponibile a spiegare come muoversi per esercitare il proprio diritto di voto, sia agli sportelli di via Marconi, sia telefonando al numero 051/6087190.

Morgantini insiste molto su questo punto: “e' difficile pensare che le cose posssano cambiare con una croce su una scheda ma tutto puo’ partire da li’” E azzarda anche un parogane con quanto successo negli Stati Uniti con l’elezione di Barak Obama, “figlio di un immigrato africano: il padre non poteva nemmeno essere servito al tavolo di ristorante, il figlio e’ il presidente degli Stati Uniti”. Il primo passo e’ eleggere, il secondo “farsi eleggere”.
postato da: majortom79 alle ore marzo 02, 2009 09:50 | link | commenti
categorie: politica, diritti, razzismo, stranieri, liste elettorali, diritto di voto

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