Nei giorni scorsi, attraverso l’approvazione del disegno di legge 733, meglio conosciuto come Pacchetto Sicurezza, il Senato ha sdoganato atti politici che appaiono sempre più miopi e xenofobi. Si tratta di un disegno di legge che modifica sostanzialmente
Non è dunque in questione soltanto l’introduzione del reato di immigrazione clandestina: per il principio che sancisce che la sicurezza per qualcuno è più importante della salute di tutti, il governo arruola anche i medici, ai quali chiede di denunciare i clandestini, trasformando di fatto i servizi sanitari in polizia sanitaria, sgretolando il principio universale del diritto alla salute e creando i presupposti per la nascita di un circuito sanitario parallelo e illegale, un vero e proprio mercato – gestito da italiani – molto simile a quello dei finti contratti di lavoro.
La norma che stabilisce anche la schedatura dei clochards, sancisce ancora di più il rischio di una deriva culturale e politica di tipo razzista ossessionata dal bisogno di punire chi è considerato inferiore o diverso. Né rende meno grave la situazione, la consapevolezza che, data l’ormai avviata campagna elettorale, possa trattarsi di operazioni propagandistiche ed elettorali finalizzate a dare in pasto al ventre molle del paese qualche capro espiatorio. Perché gli scenari culturali voluti da chi ritiene che “per contrastare l’immigrazione clandestina e tutto il male che porta, non bisogna esser buonisti, ma cattivi, determinati ad affermare il rigore della legge” producono violenza urbana e la considerano semplicemente “bullismo”, derubricandola come “sintomo di disagio”, o peggio ancora, come “ragazzate”.
Non volendo restare passivi dinanzi a questo processo di degenerazione sociale, culturale e politica, e stimolati positivamente dalla scelta della Regione Puglia di opporsi a questa deriva vietando ai medici di segnalare i migranti sprovvisti di permesso di soggiorno, invitiamo quanti siano interessati alla mobilitazione culturale e sociale.
Comunità Oasi 2, Trani
E' Dio. Parla di tutto (ma non sa), sposta, nomina, decide, sa (ma non dice). E' Licio Gelli. In un paese normale le sconclusionate parole del novantenne Venerabile e venerato sarebbero dimenticate per carità umana, e un po' anche per vergogna, visto che una buona parte del suo Piano di rinascita nazionale è stato realizzato alla lettera da Silvio Berlusconi, “e dovrei infatti chiedere i diritti d'autore”, si vanta Gelli, “anche se abolirei il Cda della Rai: Berlusconi dovrebbe nominare un amministratore unico”, non si sa mai.