mio fratello é figlio unico

Si vive in un'epoca in cui solo gli ottusi sono presi sul serio e io vivo nel terrore di non essere frainteso (OSCAR WILDE)

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venerdì, 30 novembre 2007

La legge é uguale per tutti?

Aldrovandi, primi lampi di verità in aula spunta un teste-chiave

federico2In aula per la seconda udienza i genitori del diciottenne. Il testimone è un ispettore della Digos che ha raccontato il "dopo" di quel 25 settembre. Mamma Patrizia: «Sa molte cose»

Quello che è accaduto all'alba del 25 settembre 2005 è rimasto ai margini, ieri, della seconda udienza del processo Aldrovandi. L'audizione dei primi testimoni dell'accusa (i genitori del diciottenne morto durante un intervento di polizia e gli amici che trascorsero con Federico la sua ultima notte) ha portato infatti a esplorare soprattutto il “prima” e il “dopo” di quella tragica mattina.
I quattro imputati, Paolo Forlani, Enzo Pollastri, Luca Pontani e Monica Segatto (tutti presenti) solo a tratti sono stati citati dai teste o nelle domande del pubblico ministero Nicola Proto, degli avvocati di parte civile Fabio Anselmo, Riccardo Venturi, Alessandro Gamberini e Beniamino Del Mercato, o della difesa Michela Vecchi (affiancata da Davide Bertasi), Gabriele Bordoni, Alessandro Pellegrini e Giovanni Trombini. Perché il protagonista dell'udienza di ieri è stato un ispettore di polizia che finora era sempre rimasto al “riparo” dell'attenzione mediatica. Si tratta di Nicola Solito, uno dei dirigenti della Digos, e che secondo la testimonianza di Patrizia Moretti, la mamma di Federico, rappresenta una figura chiave per ricostruire, appunto, il “dopo”.
Perché ieri il processo si è concentrato, oltre che sulla ultima serata di Federico, sulle fasi successive alla sua morte, e sulle quali i familiari e gli avvocati di parte civile, a più riprese in passato hanno puntato il dito. Fu proprio Solito, la mattina del 25 settembre, a dare ai genitori la notizia della morte del ragazzo, dopo ore frenetiche passate a cercarlo al cellulare, a chiedere informazioni in Questura o all'ospedale. Fino alle 11 del 25 settembre, le uniche informazioni che i genitori erano riusciti a ottenere - da una voce maschile che si era qualificata come agente di polizia rispondendo a una chiamata del papà - era che Federico aveva perso il cellulare in via Ippodromo.
«Nicola Solito è un amico di famiglia, ha raccontato la mamma, i nostri figli sono cresciuti insieme. Quella mattina è venuto a casa nostra accompagnato da due agenti in divisa». E' a quel punto che i genitori sanno che Federico è morto. «Ma ancora non capivamo bene in che circostanze. Solito ci ha riferito che non sembrava più lui. Che i suoi colleghi gli avevano raccontato che si era fatto male da solo sbattendo la testa contro il muro, che gli agenti erano intervenuti per fermarlo ma che non avevano fatto nemmeno in tempo a toccarlo, perché gli era morto davanti. Mi ha anche consigliato di non andare a vederlo». Il riconoscimento del cadavere spetterà allo zio paterno, che torna dall'obitorio «sconvolto».
Ma, ha proseguito la mamma, fino a quel momento «non avevamo sospetti». Nemmeno quando lo stesso Solito, il giorno dopo, consiglia: «Fossi in te mi procurerei un avvocato e un medico legale». Le perplessità hanno cominciato a maturare «due giorni dopo, il 27 settembre, quando siamo stati convocati in Questura con una telefonata dello stesso Solito. Pensavamo di ricevere parole di solidarietà dal questore, invece siamo stati aggrediti».
Il motivo della convocazione, ha detto ancora la mamma, è un articolo del “Carlino” in cui la famiglia, attraverso i suoi legali, affermava che il ragazzo era “sfigurato”. «Il questore Elio Graziano voleva sapere perché avessimo detto quelle cose ai giornali, ma io e mio marito non avevamo mai parlato con nessun giornalista, forse l'aveva fatto il nostro legale (Fabio Anselmo). Il Questore ha anche aggiunto che fino a quel momento avevamo ricevuto un trattamento di favore, perché alla stampa era stata fornita la versione del malore. Al colloquio era presente anche il capo della Mobile Pietro Scroccarello, che ci ha detto che le indagini sulla morte di Federico sarebbero state indirizzate al centro sociale “Link” di Bologna, dove nostro figlio aveva trascorso la serata. Secondo loro Federico aveva assunto sostanze e ha aggiunto che poteva succedere anche nelle migliori famiglie».
Ma a incrinare la fiducia dei famigliari nelle indagini, ha detto ancora Moretti, sono state soprattutto tre affermazioni. La prima, sempre del questore Graziano, «che ci ha riferito che i quattro agenti dopo l'incontro con Federico si erano fatti refertare, ma non avevano intenzione di chiederci i danni». La seconda, del procuratore capo Severino Messina «che prima ancora dell'autopsia ha dichiarato alla stampa che Federico non era morto per le percosse. Era la prima volta che sentivamo parlare di percosse, fino a quel momento ci avevano detto di un malore». La terza è dell'ispettore Solito. «Dopo il colloquio in Questura è venuto a casa nostra per dirci di liberarci del nostro avvocato e di aver fiducia nelle indagini. Ma dopo una lunga pausa ha aggiunto: “Sono padre anch'io e al vostro posto seguirei il mio cuore”».
La tappa successiva, prima dell'apertura del blog che ha dato al caso rilevanza nazionale, è stata l'autopsia: «Il nostro medico legale, il dottor Zanzi, ci ha detto che Federico era stato pestato violentemente, anche se nessuno dei colpi ricevuto risultava mortale». Ma è Solito a entrare ancora in scena la primavera scorsa, alla vigilia dell'apertura della cosiddetta “inchiesta bis” (i verbali della Questura sull'intervento delle due Volanti in via Ippodromo la mattina del 25 settembre, i cui orari sarebbero stati manomessi). Moretti ha raccontato di aver incontrato Solito nel marzo scorso, per caso, alla pista di pattinaggio dove entrambi avevano accompagnato i figli: «In quell'occasione mi ha detto di essere a conoscenza di fatti specifici che riguardavano la vicenda di mio figlio e che fino a quel momento non aveva riferito per timore di ripercussioni sul suo lavoro. Ha detto che però non avrebbe dato a me quelle informazioni, ma che avrebbe parlato solo in una sede tutelata. E a questo proposito ha aggiunto che temeva un processo abbreviato che non gli avrebbe dato la possibilità di parlare». La difesa ha chiesto e ottenuto di acquisire questo verbale rilasciato da Moretti al pm Proto. Verbale finora “inedito” perché legato appunto all'inchiesta bis, e non al procedimento contro i quattro agenti. E l'attenzione, ora, è puntata sulla testimonianza dell'ispettore Solito.

Le oscure circostanze in cui la inaccettabile morte di Federico si è consumata sollecitano una richiesta di verità e giustizia, senza se e senza ma, che sta sicuramente al primo posto, rispetto a qualsiasi altra considerazione, per ogni cittadino onesto di questo Paese, a cui troppe ferite sono state inferte, anche in tempi recentissimi come quelli che hanno accompagnato la morte assurda del giovane Gabriele Sandri e gli orrori di Bolzaneto, sul terreno del rispetto della legalità e delle garanzie costituzionali, in più di un caso, come tutti sappiamo, portate da esponenti delle forze dell’ordine indegni di indossare la divisa di corpi dello stato da cui ciascuno di noi  si aspetta sicurezza, protezione, capacità di discernimento e di equilibrio, e certamente non ricorso immotivato alla violenza, sconfinante addirittura con la tortura.
E’ in noi tutti la consapevolezza che le forze dell’ordine sono una risorsa per questo martoriato Paese e proprio perchè tutti conosciamo la profonda onestà e dedizione della stragrande maggioranza dei lavoratori di polizia, ci sentiamo nel pieno diritto di pretendere quella verità e quella giustizia che attengono all’essenza della vita umana e che non possono essere scambiati con alcuna contingente convenienza.

postato da: majortom79 alle ore novembre 30, 2007 15:48 | link | commenti (13)
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mercoledì, 28 novembre 2007

CIAO MAN - congedo sui generis

Mi scusino lor signori e visitatori.                                                                

Mi scusino per la leggerezza dei toni nel postare qualcosa che, forse, meriterebbe maggiore serietà. 

Mi scusi Guido, che però il dono e il gusto dell'ironia  li aveva insiti in sè, e forse avrebbe agito allo stesso modo.   

E adesso signore e signori, ladies and gentleman, si apra il sipario.

immag_sipario

            Ecco a voi presenti e assenti              

                             danze, musica e ricordi                                  

con quel canto di strumenti

armonie, cori ed accordi.

jazzI miei amici rockettari

Paolo, Vito, Gigi e Paky

partiranno poi da Bari

   per una tourneè in Kentucky.

gigi e wito

La vulcanica Mariella

  col suo piglio un po' ramingo

del teatro é stata stella

con l'irriverente Mingo.

mariella e mingo

Dalla note calde e tonde

del fantastico Mezzina

trasportati sulle onde

dai ricordi di Farina.

attore

Lo speciale lunedì

col teatro assai gremito

ha applaudito Tuppy B

e il monologo ha gradito.

pepsi e co

                                    peppe psichedelico

 

 

 

 

 

 

 

 



I momenti più toccanti

Tommy e Fabio li han creati

avran pianto tutti quanti

rimembrando "lui" beati.

tommy

Ricordare un grande amico

che del sax era 'si genio

qui lo nego e qui lo dico

meritava tal proscenio.

DSCN1467

Scusatemi ancora, ma mi è venuto così, come un rutto che non ho saputo trattenere. Chiedo venia.

P.S. Grazie a Tommy Di Bari ed agli Orient Express, che mi hanno concesso di postare i loro video da me realizzati, e che evidenziano la mia spiccata tendenza al Parkinson.

postato da: majortom79 alle ore novembre 28, 2007 12:05 | link | commenti (13)
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i video tratti da CIAO MAN 2007

postato da: majortom79 alle ore novembre 28, 2007 12:03 | link | commenti (2)
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sabato, 24 novembre 2007

"Sogno numero due"

Un Paese alla deriva.
Questa, che ci piaccia o no é l'immagine che l'Italia fornisce di sè, e ciò che é peggio, é che questa situazione non cambia a seconda di chi il paese lo governa.
Ci fanno sapere che chi si informa (in maniera alternativa ovviamente), si documenta, riflette, analizza, vede le cose per quelle che sono, senza posizioni da "partito" preso (quindi ottuse e assolutamente non obiettive), si indigna e alla fine condanna, sia un qualunquista.
E si, perchè il gioco ormai é questo, quello di delegittimare non solo le persone nel loro ruolo, ma anche le idee, specie quando non siano quelle preconfezionate dai burattinai.
Infine, il comune cittadino o chi magari avrebbe il potere di fare chiarezza e agire (vedi i magistrati), nel momento in cui cercano di gridare la propria rabbia o di scavare a fondo nelle questioni divengono terroristi e sovversivi.
Un paese che riesce a sovvertire tutto.
Un paese nel quale l'accusato diviene accusatore.
Un paese nel quale notizie come quelle diffuse nel video che segue, non solo non vengono trattate come gli argomenti principali da Tg e giornali, ma addirittuta vengono nascoste e tenute segrete il più possibile.
Ma questa é un'altra storia.
Questo video é una coltellata nello stomaco.
Il cecchino che spara nel mucchio, fra tutta quella gente che crede ancora che un'Italia migliore la si possa avere.



Sogno numero due da "Storia di un impiegato"
di FABRIZIO DE ANDRE'


Imputato ascolta, noi ti abbiamo ascoltato.
Tu non sapevi di avere una coscienza al fosforo
piantata tra l'aorta e l'intenzione,
noi ti abbiamo osservato dal primo battere del cuore
fino ai ritmi più brevi dell'ultima emozione
quando uccidevi, favorendo il potere i soci vitalizi del potere
ammucchiati in discesa a difesa della loro celebrazione.
E se tu la credevi vendetta il fosforo di guardia
segnalava la tua urgenza di potere
mentre ti emozionavi nel ruolo più eccitante della legge
quello che non protegge, la parte del boia.
Imputato, il dito più lungo della tua mano è il medio
quello della mia è l'indice, eppure anche tu hai giudicato.
Hai assolto e hai condannato al di sopra di me,
ma al di sopra di me, per quello che hai fatto,
per come lo hai rinnovato, il potere ti è grato.
Ascolta, una volta un giudice come me
giudicò chi gli aveva dettato la legge:

prima cambiarono il giudice e subito dopo la legge.
Oggi, un giudice come me, lo chiede al potere se può giudicare.
Tu sei il potere. Vuoi essere giudicato?
Vuoi essere assolto o condannato?
postato da: majortom79 alle ore novembre 24, 2007 20:21 | link | commenti (14)
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CIAO MAN, 26 Novembre, Teatro Curci


b88f3f076d227bee075dd117113c3a69.jpgSERATA "CIAO MAN"

Si svolgerà il 26 novembre al Teatro Curci (porta ore 20) «Ciao Man»
, tradizionale appuntamento in memoria di Guido Filograsso, sassofonista barlettano scomparso per una leucemia nel 2004. L’evento è organizzato da numerose associazioni cittadine con il patrocinio dell’Amministrazione Comunale.
L’incasso della serata sarà devoluto all’Aidmo e all'Ail
. Sul palco si esibiranno alcuni degli artisti e dei musicisti più conosciuti della scena barlettana e nazionale: i jazzisti Nicola Pisani, Felice Mezzina, Andrea Lamacchia, Cosimo Dipalma, i DJ Tuppy B (Ballando sotto le stelle) e Papa Ceccio, la band barlettana Shaka, Pino Pepsi della Chop Chop Band, Valentino Dargenio e Raffaella Distaso, i baresi Sergio Langella e Alessandro Accardi, Titti Conversano, Francesco Capacchione e Pasquale Calò, le danzatrici Stefania D'Onofrio e Santa Dargenio. Il romano Alberto Farina Giampiero Borgia (Compagnia Delle Formiche) reciteranno due monologhi scritti da Giuseppe Calabrese e da Tommy Dibari. Interverranno Fabio e Mingo. La serata sarà presentata da Mariella Dibenedetto, installazioni di Serena Gargano e Michele Fucci.

È possibile acquistare i biglietti presso il S. Sebastiano, lo Jabbhar, Mavin e il Caffè Lara
postato da: majortom79 alle ore novembre 24, 2007 14:20 | link | commenti (3)
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venerdì, 23 novembre 2007

La "Santa" alleanza

cavallo RAImediaset


"Media-Rai". Le due superpotenze nazionali della tv, che dovrebbero competere aspramente per le conquista dell'audience e fare a gara nella pubblicazione di servizi esclusivi, in realtà si scambiavano informazioni sui palinsesti, concordavano le strategie informative nel caso dei grandi eventi della cronaca e orchestravano i resoconti della politica. Su tutto, la grande mano di Silvio Berlusconi e dei suoi collaboratori, che quotidianamente tessevano la tela, facendo decine, centinaia di telefonate, scambiando notizie, organizzando fino ai più piccoli dettagli.
E il quadro che emerge dalle intercettazioni telefoniche realizzate tra la fine del 2004  e la primavera del 2005, allegate all'inchiesta sul fallimento dell' "HDC", la holding dell'ex sondaggista del Cavaliere, Luigi Crespi. E in particolare dai resoconti redatti dalla Guardia di Finanza, delle conversazioni telefoniche di Debora Bergamini, ex assistente personale di Berlusconi e, all'epoca dirigente della RAI, e di Nicolò Querci, pure lui ex assistente di Berlusconi e, all'epoca, numero tre delle televisioni MEDIASET.
La "ragnatela" avvolge e intreccia le vicende della tv di Stato con quelle di MEDIASET.
I direttori di TG1 e TG5 (all'epoca Clemente Mimun e Carlo Rossella) fanno testuale "gioco di squadra" (ma va, non se n'era accorto nessuno!!!). Il notista politico del TG1 informa la Bergamini e la rassicura sul fatto che le notizie più spinose saranno relegate in coda al servizio di giornata. Fabrizio Del Noce (la dimostrazione evidente che per essere donna di facili costumi non é necessario aprire le gambe) cuce e ricuce, assicurando che Bruno Vespa, altrimenti detto chi striscia non inciampa, nella sua trasmissione, "accennerà al dottore (Berlusconi) in ogni occasione opportuna".
Querci, insieme al gran capo dell'informazione MEDIASET, Mauro Crippa, cuce sul versante opposto. E arriva fino ad occuparsi delle vicende del festival di Sanremo (affidato a Bonolis), cioè della trasmissione di massimo ascolto dell'azienda che dovrebbe essere concorrente, senza contrapporre una programmazione aggressiva come avvenuto in passato (do ut des?). E poi ancora le fibrillazioni in due fasi delicate: la morte del Papa e le elezioni amministrative dell'aprile 2005.
L'allora Presidente della Repubblica Ciampi, è pronto per una dichiarazione a reti unificate per onorare Giovanni Paolo II. La Bergamini che fa? allerta prima l'assistente personale del Cavaliere e poi Del Noce per preparare una performance parallela dell'inqulino di Palazzo Chigi, che teme che la morte del Papa tenga a casa i cattolici e che l'alta astensione alle urne lo penalizzi. Ad essere allertato è anche il "rivale" Crippa. Alla fine Berlusconi viene convinto a desistere, perchè si pensa che una sua apparizione a reti unificate, possa essere poco credibile e controproducente. Le elezioni sono andate male? Bisogna "ammordibire" i resoconti sui risultati elettorali. La Bergamini contatta Querci e con lui concorda la programmazione televisiva. La ragnatela avvolge tutto, pensa a tutto, provvede a tutto.

Eh si, questa parrebbe proprio la scoperta dell'acqua calda, se non fosse che anche noi, che in fin dei conti un pò di malizia ce l'abbiamo, non saremmo riusciti a credere che si sarebbe potuti arrivare persino a speculare sulla morte del Papa. Siamo ancora anime candide, in fin dei conti.
Lo scenario è da voltastomaco, di uno squallore assoluto e viene reso ancor più squallido, dal pensiero stupendo, malvagio ma realistico, che in seguito alcuni personaggi conivolti siano stati lautamente ricompensati.
Senza fare nomi, a Rossella sarà stato detto più o meno: "non preoccuparti, domani è un altro giorno, si vedrà" (col sottofondo della siglia di Porta a Porta). Adesso Rossella è il presidente di Medusa, società cinematografica di Berlusconi (mica cazzi!!!).
Mimun, l'allora direttore del TG1, è ora direttore del TG5, e scusate se è poco.
In quanto a Bruno Vespa potremmo soprassedere volentieri, ma forse converrebbe almeno evidenziare, prima di stendere un velo pietoso, che i libri di Vespa escono per la Mondadori. E di chi é la Mondadori? Di Berlusconi.
Fa sorridere, amaramente, il commento della Bergamini, che dopo aver appreso che Berlusconi ha deciso di partecipare alla puntata di Ballarò dopo aver perso le elezioni amministrative, commenta cosi: "Ma è pazzo? comunque sta dimostrando di essere vivo e soprattutto di avere coraggio. II problema, semmai, è nelle cazzate che è capace di dire (se lo dice lei, c'è da fidarsi), e forse era il caso di prepararsi meglio".
Altra cosa prevedibilissima è il teatrino che si è scatenato dopo la diffusione di questi stralci.
Berlusconi accusa "le iene e gli sciacalli che lo perseguitano" e offre poi la sua lettura psicologica del rapporto col telefono: "Quando si parla al telefono si entra come in una dimensione onirica. Si dicono cose che poi nella realtà sono molto diverse". Prego?
Poi la reazione che non ti aspetti, o almeno che non ti saresti aspettato fino a qualche giorno fa, quella di Fini, che non vede nessun intento persecutorio nei confronti dell'uomo di Arcore e anzi sostiene che sia il caso di approfondire la questione. Sarà, ma non credo di sbagliare a credere che fino alla settimana scorsa le sue parole sarebbero state profondamente differenti.
Ma si sa, le amicizie fra alleati politici sono puri atti di facciata e la pugnalata alle spalle é sempre dietro l'angolo. Da Fini un'aggressione in perfetto stile romeno. Espelliamolo!



postato da: majortom79 alle ore novembre 23, 2007 01:39 | link | commenti (20)
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giovedì, 22 novembre 2007

Tutti in pista

Gli europei e la cocaina: un milione di consumatori in più

Sono diventati 4,5 milioni. In Italia sniffa oltre il 5 per cento dei giovani. Allarme anche per gli oppiacei sintetici

cocainaBRUXELLES — Un continente che «sniffa». Cocaina, mai così tanta, quasi una bufera di «neve» dallo stretto di Gibilterra ai Balcani, da Edimburgo ad Atene. Un milione in più di uomini e donne, da 3,5 a 4,5 milioni, che ammettono di averla provata solo nel corso dell'ultimo anno. E mai tanta «neve» fra i giovani, i giovanissimi: con l'Italia ai primi posti proprio per i consumi giovanili. Ma anche le altre droghe, tutte le droghe in genere, a cominciare da quei 16,3 milioni di pastiglie di ecstasy sequestrate dalle varie polizie, o dalle colle e altre sostanze chimiche inalanti che ormai, almeno in certi Paesi, sembrano divenute le predilette dagli undici-dodicenni, subito dopo gli spinelli di cannabis: l'Europa non é mai stata così intossicata come oggi, lo dice il rapporto 2007 dell'Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze (Oedt) che verrà diffuso stamane a Bruxelles. L'Oedt, il centro di informazione sulle droghe dell'Unione europea che ha la sua sede centrale a Lisbona, ha elaborato i dati raccolti nei 27 Paesi membri dell'Ue, compresi dunque i «nuovi arrivati» dell'Est, più la Norvegia e la Turchia.

IL CONFRONTO CON L'AMERICA - L'indagine viene svolta ogni anno, e stavolta ciò che ne risulta è una fotografia in chiaroscuro, ma complessivamente inquietante: l'Europa sembra ancora «star meglio » del Nord America per quanto riguarda la diffusione di massa della cocaina, delle amfetamine e della cannabis, e questo — sostengono gli esperti dell'Oedt — può essere attribuito alle politiche di riduzione del danno (legalizzazione delle cosiddette «droghe leggere», ambulatori e nuclei mobili che distribuiscono siringhe sterili, terapie al metadone, ecc.), cioè a quelle politiche che negli Usa non vengono praticate. Ma per il resto, il panorama è cupo. A cominciare proprio dalla cocaina: circa 7,5 milioni di giovani europei ammettono di averla usata almeno una volta nella vita, e 5 Paesi — Germania, Italia, Danimarca, Spagna, Regno Unito — guidano la classifica perché fra i loro giovani di 15-34 anni le percentuali di consumatori di cocaina toccano o superano il 5% del totale.

Sono scesi tutti in pista. E la pista purtroppo non è quella da ballo.
Personalmente sono convinto che il dato che emerge dall'articolo sia decisamente falsato al ribasso. E' una mia impressione, ma quello che si percepisce frequentando i posti che pullulano di ragazzi, é che per davvero, ormai, anche qui da noi, la diffusione della cocaina sia dilagante e inarrestabile. Il fattore moda gioca sicuramente un ruolo determinante, sia perchè sappiamo benissimo quanto conti, da adolescenti, non essere tagliati fuori dal gruppo passando per "fessi", sia quanto certi modelli imposti dalla società, siano molto più ammalianti e contengano un grado di appeal decisamente superiore rispetto alle campagne di informazione e sensibilizzazione. Tutto ciò é reso ancora più insidioso dai pessimi "santoni" che lo show business impone. Noi siamo cresciti ascoltando De André, apprezzandone il peso delle parole e dei pensieri, mai banali o qualunquisti e comunque sempre pieni di contenuti morali (non sempre e non da tutti condivisibili), adesso si idolatra chi vive la sua vita all'insegna degli eccessi e trasmette nella sua musica o in altri ambiti un vuoto di valori e una tendenza all'esaltazione del nichilismo e va benedicendo la "generazione di ragazzi persi". Sia chiaro, questo da solo non basta, ma se i personaggi pubblici, quando sanno di essere adorati da milioni di ragazzi, molti dei quali pendono dalle loro labbra, pesassero l'importanza dei messaggi che lanciano, sarebbe meglio per tutti.

"coca si , coca in casa e in chiesa...a me la coca mi fa impazzire...con tutte quelle bollicine...io la coca me la porto a scuola...". Eeee.... 
(perle di saggezza)

  





postato da: majortom79 alle ore novembre 22, 2007 12:47 | link | commenti (11)
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mercoledì, 21 novembre 2007

united dj
postato da: majortom79 alle ore novembre 21, 2007 19:33 | link | commenti (1)
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martedì, 20 novembre 2007

L'angolo del filosofo

padrino015Fabrizio Corona sa sempre come stupire. E così in un'intervista, il re dei paparazzi alla domanda se la mafia  sia per lui  un mito, racconta:
"Mi ha sempre affascinato il clima che si respirava in film come "Il Padrino". Uomini eleganti, con un certo modo di fare, un atteggiamento, un modo di parlare. C'è un fascino sottile che innegabilmente prende. Io non sono un ipocrita e lo dico. Quello che apprezzavo di loro era che vivevano seguendo un codice, Purtroppo facevano anche cose sbagliate. I primi mafiosi, comunque, erano diversi da quelli che abbiamo adesso".
Temevo che Fabrizio Corona ci avrebbe lasciati soli per un pò di tempo.
Temevo che avrei dovuto aspettare chissà quanto perchè le mie orecchie potessero nuovamente godere delle sue perle di saggezza, invece, per fortuna/purtroppo il nostro guru non perde mai l' occasione per stare zitto e illuminare le nostre menti di quel "Corona pensiero" così profondo e meditato.
Temevo infine che non avrei più potuto ascoltare frasi come quella pronunciata dal filosofo in una discoteca di Rimini e puntualmente ripresa da Studio Aperto, in cui indicava alle centinaia di ragazzi presenti, che pendevano dalle sue labbra, i requisiti indispensabili per essere qualcuno e avere un minimo di presa sulla malcapitata patonza di turno.
La frase fu la seguente: " Ragazzi, sappiate che nella società odierna, se non avete il portafoglio pieno e un pò di coca, non riuscirete a farvi nemmeno una figa".
Nell'udire queste parole cariche di etica e influenzate dal profondo senso di responsabilità del soggetto in questione, non sapevo se provassi più ribrezzo per ciò che avevo ascoltato o per il fatto che un TG (che ci piaccia o no, come tale va classificato "Studio Aperto"), avesse deciso di mandare in onda un aborto partorito da chi farebbe venire voglia di essere incondizionatamente favorevoli all'aborto.
Ma tornando alle sue ultime dichiarazioni, viene da pensare che Corona, in fondo in fondo, sia molto più arguto di quanto si creda.
"I primi mafiosi, comunque, erano diversi da quelli che abbiamo adesso".
Ora, interpretare una simile frase essendo sicuri di centrare il bersaglio, è quantomeno audace.
Se si riferiva all'abbigliamento, ha ragione.
Almeno i mafiosi italo-americani, si vestivano un tantino meglio, con quello stile un pò alla Fred Buscaglione che li rappresentava nell'iconografia cinematografica.
"I primi mafiosi, comunque, erano diversi da quelli che abbiamo adesso".
Potrebbe, invece, ipotesi meno accreditata ma molto più affascinante, essersi riferito al fatto che ormai i legami mafia-politica, si siano trasformati in qualcosa di più radicato ed endogeno.
Come potremmo altrimenti classificare un Mastella che rimuove un giudice da un'inchiesta perchè vi è personalmente coinvolto?
E come potremmo definire un Presidente del Consiglio, che non solo non si ribella a tale scandalosa decisione, ma si esime pure dal pronunciare una qualsiasi, magari balbuziente, frase di condanna? ah dimenticavo, pure lui era coinvolto nell'inchiesta.
E ancora, cosa si potrebbe dire di un ex Presidente del Consiglio, che fa lo slalom fra i tribunali d'Italia e si fa leggi ad hoc per non patire l'umiliazione delle patrie galere? (O per non veder intaccato il proprio patrimonio?)
Mi fermo qui, se li elencassi tutti, faremmo notte.
Per questo motivo non parlerò dei Dell'Utri, dei Cuffaro, dei Previti e di tanti altri, rigorosamente puntuali, in questo caso, nel fornirci una rappresentazione bipartisan e rispettosissima della par condicio, nella geopolitica dell'arte di delinquere restando impuniti.
Cosa avrà voluto dire Corona?
Si sarà forse redento e vorrà intraprendere la via dell'impegno sociale denunciando i malaffari del nostro Paese?
Se cosi fosse, bisognerebbe procurargli una scorta, perchè rischierebbe di fare la fine di Falcone e Borsellino.
Oppure no, se così fosse, non bisognerebbe procurargli una scorta, proprio perchè rischierebbe di fare la fine di Falcone e Borsellino.
Due piccioni con una fava...



 

postato da: majortom79 alle ore novembre 20, 2007 16:36 | link | commenti (17)
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lunedì, 19 novembre 2007

il partito del popolo benedetto da Marx

cornaChe bello, oggi è un giorno straordinario!
Uno di quei giorni in cui il mondo sembra fatto apposta per essere felici.
Uno di quei giorni in cui non si può fare a meno di non essere rapiti dal cinguettio degli uccelli, dal tepore di un sole gentile, e dai pensieri positivi che, inevitabilmente, campeggiano per la testa.
Finalmente l'evento atteso da decenni, da milioni e milioni di italiani, è accaduto. Si è vericato proprio davanti ai nostri occhi ed è giunto soave alle nostre orecchie.
Credo che nessuno possa restare indifferente al cospetto della ventata di libertà, giustizia e democrazia, che ieri è entrata prepotentemente nelle nostre case.
Finalmente una nuova formazione, permeata di tutti quei valori tanto cari all'Italia onesta, quella che lavora e paga le tasse, ha deciso di cominciare a lavorare per il bene di questo paese.
Che bello sapere che milioni di cittadini si sono compattati per dare alla luce un movimento avulso dalle logiche politiche e col solo intento di cambiare le sorti dell'italietta.
Mi sono detto : "cazzo, siamo già in sette milioni, una fetta enorme dell'elettorato".
Finalmente potremo, con un ulteriore piccolo sforzo, realizzare il nostro sogno.
Un uomo diceva un tempo : "I have a dream".
Forse era Martin Luther King, forse Martin Lutero (o l'utero?), vabbè, poco importa, lo chiameremo Martin e basta per comodità.
Tra un pò facendo ragionare le menti assopite, potremo arrivare a quel 50% più uno, che farà funzionare il nostro paese come una S.P.A., con efficienza e senza il fardello della politica burocrate.
Un uomo nuovo ci ha aperto gli occhi, un uomo che si è presentato con parole forti e responsabili al nostro cospetto, che finalmente ha annunciato di voler lottare contro "i parrucconi della politica".
E non credete che l'abbia detto perchè sia calvo, le vostre illazioni faziose non ci interessano.
Era ora che si spazzassero via il qualunquismo e il populismo che serpeggiano sempre più abbondanti fra le nostre mura.
Finalmente grazie a questa meravigliosa iniziativa, potremo cominciare a pensarci proiettati nel futuro, con ottimismo e serenità.
Il mondo che abbiamo sempre sognato per i nostri figli, sta per vedere la luce.
Il nostro é un partito serio.
Disponibile al confronto.
Alieno ad ogni compromesso.
Che bello!
Chiaramente, da amante della libertà di pensiero e del pluralismo, ho cercato delle garanzie in questo senso.
Ebbene, questo miracolo, che ci sta per rendere tutti protagonisti del nostro tempo, queste garanzie me le ha date.
Quando ho saputo che fra coloro che vi hanno aderito c'è pure Karl Marx, mi sono dato un pizzicco e resomi conto che di realtà si trattava e non di sogno, ho gioito come un bambino.
Per due motivi fondamentali.
Uno è stato quello della implicita, ma chiara, dimostrazione che costui si sia reso conto del fallimento di un modello che altro non può produrre che quello di dividere la povertà in parti uguali.
In secondo luogo, se anche uno dei più rinomati mangiatori di bambini aderisce alla nostra corrente di libertà e giustizia, qualcosa vorrà dire.
Ho sentito tante volte parlare di un manifesto che quest'uomo dal nome bizarro, avrebbe fatto affiggere sui muri di una miriade di posti.
Io non l'ho mai visto, forse l'avranno affisso negli spazi non consentiti e sarà stato rimosso dagli organi preposti. Giusto. E che cazzo, un pò di rispetto per le leggi e per i nostri muri!
Che bello, oggi è un giorno meraviglioso.
Martin, hai visto che il tuo sogno si sta realizzando? L'avresti mai creduto?

postato da: majortom79 alle ore novembre 19, 2007 12:02 | link | commenti (23)
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